Junpeidream

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John Belushi, The best forever and ever... rest in peace...
bluto-blutarsky
icon10  view post Posted on 1/4/2006, 18:26Quote

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La faccia di John Belushi, da bamboccione lercio e attaccabrighe, è di quelle che non si possono dimenticare facilmente. Sarà anche per il puzzo dissoluto che emanano le sue note biografiche, così vicine all'edonismo scriteriato dei suoi personaggi più celebrati, ma davanti ad ogni fotografia di Belushi si fa una fatica del diavolo a separare l'uomo dal mito cinematografico. Il ritratto di uno studente qualunque, non esattamente bello, cresciuto in una famiglia di ristoratori venuti dall'Albania, senza dissesti finanziari o particolari traumi domestici. Eppure, finito il tempo della posa, ci immaginiamo il giovane Belushi ruttare sonoramente e riprendere in mano la bottiglietta della Bud. E poi, negli occhi ci pare di scorgere un velo di tristezza. Come se la sua figura non potesse scrollarsi di dosso i panni dei suoi personaggi e l'ombra di una fatale dose di speed-ball. Inutile cercare dove inizia la finzione.

Belushi è un tipo da poster, un angelo maledetto, lontano erede di James Dean, ma senza un briciolo di rimorso. Tantissimi lo hanno devotamente appeso in camera da letto, quasi fosse il santone di una filosofia di vita elementare: quella dello svacco senza concessioni, nel regno del "vorrei ma non posso". Ma anche se Belushi ha girato solo un pugno di film, le sue interpretazioni non possono essere ridotte a questo, soprattutto a fine carriera: egli è anche il reporter sentimentale di Chiamami aquila o il looser banale di Vicini di casa. Eppure, a dispetto dei cambiamenti di rotta, sul suo corpo allergico al body-building rimangono indelebilmente francobollati due personaggi di straculto: Bluto di Animal House e Jake dei Blues Brothers. Due nomi che si fondono in un solo paradigma, quello del trattore lanciato a razzo sul campo della vita, per triturarlo al suo passaggio.

A niente valgono le raccomandazioni del tipo: "Grasso, sbronzo e stupido, non è il modo per riuscire nella vita". Lui continua a infrangersi lattine di birra sulla fronte, a schiantare sul muro le chitarre acustiche che suonano note struggenti, a uscire di prigione con un preservativo usato in tasca, a raccontare che non è riuscito a presentarsi al proprio matrimonio per colpa delle cavallette.
Non è solo il grugno lurido dell'America, ma il ricettacolo di una frenesia scapicollata universale, tutta devota a divorare il presente. Di fronte alla minaccia di chiudere il party, Bluto sbotta più o meno in questi termini: "Finito? Niente è finito finché non lo decidiamo! Era forse finita quando i tedeschi hanno bombardato Pearl Harbor?". La memoria storica, quando ha l'occasione di affacciarsi, diventa l'ennesima scintilla da gettare in una pozza di benzina, per far esplodere il casino. Lo ha capito bene Spielberg nel suo film più ingiustamente maltrattato, 1941 - Allarme a Hollywood. Qui Belushi è Wild Bill Kelso, un aviatore fuso di testa che adora il rock'n'roll sparato dal mitragliatore. Alla fine si imbuca nel sommergibile nipponico e si ritrova circondato da un'apoteosi di armi nemiche, ma non fa una piega: "Siete tutti in arresto", esclama. Quando si dice la coerenza. L'epopea brada di Belushi è così radicata da spalmarsi anche sulla superficie di pellicole non allineate. È il caso de Il compagno di scuola, dolente ritorno al passato di una donna delusa, scritto dall'irritante Paul Schrader. Belushi interpreta uno degli amanti giovanili della protagonista: negli anni d'oro era il più rozzo e scapestrato, ora la sua vita si è appiattita in un uggioso tran tran. Nonostante il personaggio occupi solo una ventina di minuti e sia intriso di tristezza, una versione italiana in vhs cerca di convincere gli acquirenti con una piccola mascalzonata promozionale: sulla copertina, infatti, campeggia il faccione dei Blues Brothers, mentre sul retro abbiamo un paio di foto burlesche prese da altri film.
Il mito di Belushi, insomma, sembra resistere, almeno sul piano commerciale. Ma quanto a lungo? E davvero le giovani generazioni credono ancora nel suo laido modello di sbraco? Il tempo provvede puntualmente ad annacquare. Tanto che su internet gira una lettura della mano, in cui una tale Justin Pomeroy scorge sul palmo di Belushi i segni di un carattere amorevole, riservato, prudente.

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Bibetty
view post Posted on 4/5/2007, 17:02Quote

Utente cancellato






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1 replies since 1/4/2006, 18:26
 
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